Una novità da leggere nel suo contesto
Progettare un impianto fotovoltaico vicino a un sito UNESCO richiede attenzione sia alla localizzazione sia alla disciplina applicabile. La novità di ottobre riguarda le zone di protezione, spesso chiamate buffer zone. Per chi possiede un terreno o un edificio in queste aree, la prima domanda utile è quale percorso sia concretamente percorribile, senza anticipare l’esito delle autorizzazioni.
Che cosa è stato approvato
Il 15 ottobre 2026 il Senato ha approvato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 157/2026. Nel testo figura un intervento sull’articolo 11-quinquies del decreto legislativo 190/2024: l’apertura riguarda anche gli interventi degli Allegati B e C, purché gli impianti ricadano interamente nella buffer zone e questa presenti le caratteristiche di area idonea richieste dai rinvii normativi. [1][2]
Il passaggio parlamentare conta
Alla data del 20 ottobre 2026, la modifica va raccontata come contenuto del testo approvato dal Senato e trasmesso all’altro ramo del Parlamento. Quel voto non va presentato, da solo, come conclusione della conversione. Per una decisione progettuale è necessario verificare il testo definitivamente approvato e pubblicato, oltre alla disciplina applicabile al singolo sito. [1]
Nessun automatismo sulle autorizzazioni
Il testo approvato esclude per questi interventi la disciplina semplificata dell’articolo 11-quater. Occorre quindi distinguere la possibilità prevista dalla nuova disposizione dalle semplificazioni specifiche riconosciute ad altre aree idonee. La sigla PAS, procedura abilitativa semplificata, non significa assenza di verifiche paesaggistiche o possibilità di ignorare i vincoli. [2]
Come impostare una verifica preliminare
Suggeriamo al proprietario di raccogliere prima di tutto una localizzazione precisa, gli estremi catastali e una descrizione dell’impianto desiderato. Al tecnico chiediamo poi di esplicitare i confini considerati, i vincoli rilevati e i passaggi ancora da chiarire. È utile pretendere una distinzione scritta fra fattibilità ipotizzata, verifiche già svolte e assensi ancora necessari. Questo metodo permette di discutere preventivi e alternative con maggior chiarezza, prima di impegnare risorse in un progetto basato soltanto sulla vicinanza a un’area indicata come idonea.
Dare al progetto un punto di partenza solido
Tutela del paesaggio e produzione rinnovabile richiedono un progetto consapevole del luogo. Contatta Sostenibilé per confrontarti sulle verifiche preliminari del tuo intervento e sulla documentazione da raccogliere.

