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Fotovoltaico nelle buffer zone UNESCO il testo approvato dal Senato

29 Ottobre 2026

Una novità da leggere nel suo contesto

Progettare un impianto fotovoltaico vicino a un sito UNESCO richiede attenzione sia alla localizzazione sia alla disciplina applicabile. La novità di ottobre riguarda le zone di protezione, spesso chiamate buffer zone. Per chi possiede un terreno o un edificio in queste aree, la prima domanda utile è quale percorso sia concretamente percorribile, senza anticipare l’esito delle autorizzazioni.

Che cosa è stato approvato

Il 15 ottobre 2026 il Senato ha approvato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 157/2026. Nel testo figura un intervento sull’articolo 11-quinquies del decreto legislativo 190/2024: l’apertura riguarda anche gli interventi degli Allegati B e C, purché gli impianti ricadano interamente nella buffer zone e questa presenti le caratteristiche di area idonea richieste dai rinvii normativi. [1][2]

Il passaggio parlamentare conta

Alla data del 20 ottobre 2026, la modifica va raccontata come contenuto del testo approvato dal Senato e trasmesso all’altro ramo del Parlamento. Quel voto non va presentato, da solo, come conclusione della conversione. Per una decisione progettuale è necessario verificare il testo definitivamente approvato e pubblicato, oltre alla disciplina applicabile al singolo sito. [1]

Nessun automatismo sulle autorizzazioni

Il testo approvato esclude per questi interventi la disciplina semplificata dell’articolo 11-quater. Occorre quindi distinguere la possibilità prevista dalla nuova disposizione dalle semplificazioni specifiche riconosciute ad altre aree idonee. La sigla PAS, procedura abilitativa semplificata, non significa assenza di verifiche paesaggistiche o possibilità di ignorare i vincoli. [2]

Come impostare una verifica preliminare

Suggeriamo al proprietario di raccogliere prima di tutto una localizzazione precisa, gli estremi catastali e una descrizione dell’impianto desiderato. Al tecnico chiediamo poi di esplicitare i confini considerati, i vincoli rilevati e i passaggi ancora da chiarire. È utile pretendere una distinzione scritta fra fattibilità ipotizzata, verifiche già svolte e assensi ancora necessari. Questo metodo permette di discutere preventivi e alternative con maggior chiarezza, prima di impegnare risorse in un progetto basato soltanto sulla vicinanza a un’area indicata come idonea.

Dare al progetto un punto di partenza solido

Tutela del paesaggio e produzione rinnovabile richiedono un progetto consapevole del luogo. Contatta Sostenibilé per confrontarti sulle verifiche preliminari del tuo intervento e sulla documentazione da raccogliere.

 

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